Il fascino cromatico del Monte Conero
Tre colori delineano un tratto di costa unico, da Trieste fino al Gargano. Materiali preziosi di un gioiello incastonato a metà del litorale marchigiano: il Monte Conero.
Il verde del monte, il bianco dei ciottoli abbacinati dal sole, il blu del mare che, con il sole, si pettina di un verde cristallino.
Tre colori racchiusi e custoditi nella Baia di Portonovo, su fino alla spiaggia di Mezzavalle a nord, scendendo a sud fino allo scoglio della Vela.
Un paradiso naturale e accessibile
Un piccolo paradiso, raggiungibile in auto o dal mare, imbarcandosi da Ancona, Sirolo e Numana. Ma il viaggio più affascinante lo si compie a piedi, attraverso i numerosi sentieri scoscesi, guidati dalla falesia, inebriati dai profumi della macchia mediterranea, dei fiori selvatici, dei ginepri, lecci e corbezzoli. Arrivando alle spiagge, ci si lascia avvolgere dall'odore pungente del mare nervoso e dai rumori della natura nei silenzi delle albe e dei tramonti.
Nel cuore del paesaggio, si trovano i laghetti salmastri, creatisi in epoca preistorica a causa di una grande frana che, scendendo a valle, disegnò la spiaggia, intrappolando al contempo l'acqua del mare tra i massi. Nel tempo, quest'acqua si è mischiata a bolle d'acqua dolce emergenti dal terreno, creando un ecosistema unico.
Un luogo incontaminato tra natura e storia
Protetto dal Parco regionale del Conero, il territorio richiama il viaggiatore e il turista alla storia passata. Come gemme incastonate nella natura, emergono le tracce della Storia: la Chiesa di Santa Maria di Portonovo (XI sec.), capolavoro dell'architettura romanica, a picco sul mare; la Torre De Bosis (1716), costruita su un disegno di Leonardo da Vinci, parte di un sistema difensivo contro i pirati turchi provenienti dalle coste dalmate ed albanesi; il Fortino Napoleonico (1810), edificato durante il Regno d'Italia di Napoleone per impedire lo sbarco della flotta inglese, attratta dalla possibilità di rifornirsi di acqua potabile presso la Fonte di Portonovo.
Chi scopre Portonovo non la dimentica, chi vi ritorna lo fa da fedele amante del bello. E di quei tre colori.